Cumulabilità del credito di imposta per la riqualificazione delle strutture ricettive con il super ammortamento


L'Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito alla possibilità di cumulare, sugli stessi investimenti, il credito di imposta per la riqualificazione delle strutture recettive (c.d. bonus hotel) con il super ammortamento cioè con la maggiorazione del 40% del costo di acquisizione degli investimenti in beni materiali strumentali nuovi. Sul punto il decreto interministeriale 7 maggio 2015, attuativo del credito d'imposta per la riqualificazione delle strutture ricettive, dispone che lo stesso non è cumulabile con altre agevolazioni di natura fiscale. Con la risoluzione n. 118/E del 15 settembre 2017, l'Agenzia delle Entrate precisa che questo divieto di cumulo è tuttavia limitato a determinate fattispecie. La non cumulabilità è stata pensata in merito alle misure agevolative, già in vigore al momento dell'emanazione del decreto, con le stesse caratteristiche e finalità. Pensiamo, ad esempio, alla detrazione del 65% per gli interventi di riqualificazione energetica sugli immobili strumentali. Il super ammortamento, invece, oltre ad essere stato introdotto successivamente all'adozione del decreto interministeriale 7 maggio 2015, ragion per cui non avrebbe potuto figurare tra le agevolazioni fiscali oggetto di divieto di cumulo, persegue finalità diverse da quelle del credito d'imposta per la riqualificazione delle strutture ricettive. Sulla base di quanto espresso il bonus hotel è cumulabile con altre agevolazioni come quella del cd super ammortamento.

(Vedi risoluzione n. 118 del 2017)

Confisca di beni ex art. 50 Dlgs 159/2011 – Esito dei crediti erariali


E' dedicata all'articolo 50 del Codice delle leggi antimafia la risoluzione n. 114/E del 31 agosto 2017 dell'Agenzia delle Entrate. L'estinzione per confusione dell'obbligazione tributaria si verifica laddove lo Stato, e quindi l'Erario, acquisisca beni, aziende o partecipazioni societarie per intervenuta confisca. A tal fine è necessario che la confisca sia definitiva e che venga meno la dualità dei soggetti del rapporto obbligatorio, con conseguente riunione della qualità di debitore e di creditore nello stesso soggetto. L'istituto della confusione si applica ai soli crediti aventi natura erariale (ad esempio i crediti relativi all'Irpef, all'Ires e all'Iva). Restano invece esclusi, ad esempio, i crediti relativi ai contributi previdenziali e assistenziali, ai tributi locali. Quanto all'ambito temporale della disposizione in esame, è necessario ricordare che in tema di trattamento tributario dei redditi derivanti dai beni sottoposti al sequestro antimafia, la circolare 156/E/2000 ha ritenuto applicabile la disciplina relativa all'eredità giacente. I crediti erariali che si estinguono per confusione sono, innanzitutto, quelli maturati fino alla data di adozione del provvedimento di sequestro. Successivamente il soggetto passivo d'imposta è lo Stato. Durante la vigenza del procedimento cautelare sono a carico dell'amministratore giudiziario gli obblighi contabili, dichiarativi e di versamento. In relazione a tale fase si estinguono per confusione solo i crediti Irpef/Ires mancando, con riferimento a detti tributi, il presupposto soggettivo per l'imposizione. Restano, invece, esclusi dall'effetto estintivo i crediti Irap, Iva o relativi alle ritenute per i quali non viene meno la dualità dei soggetti del rapporto obbligatorio. In relazione al caso sottoposto l'Agenzia è dell'avviso che l'unico credito maturato durante la vigenza del procedimento cautelare che possa estinguersi per confusione sia quello relativo all'Irpef 2014.

(Vedi risoluzione n. 114 del 2017)

Sanzione per omessa o tardiva comunicazione relativa alla proroga del contratto di locazione in regime di cedolare secca – applicabilità del ravvedimento operoso – rinuncia all'aumento del canone – chiarimenti.


L'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 115/E del 1°settembre 2017, estende l'applicazione dell'istituto del ravvedimento operoso all'imposta sulle locazioni (c.d. regime della cedolare secca). Il ravvedimento operoso consente al contribuente di rimediare in modo spontaneo alle omissioni e irregolarità commesse beneficiando di una mitigazione della sanzione. Tale istituto trova applicazione per la quasi totalità delle violazioni tributarie, salvo esclusioni espresse. Ai fini del calcolo della sanzione, in conseguenza dell'applicazione del ravvedimento operoso, occorre tener conto del momento in cui viene sanato l'inadempimento. Significa che se la comunicazione della proroga e/o della risoluzione del contratto di locazione in cedolare secca avviene con un ritardo non superiore a 30 giorni, la sanzione base è pari a 50 euro, ridotta in base alle percentuali previste dall'art. 13 del Dlgs 472/1997, a seconda di quando viene eseguito il ravvedimento della stessa. Se, invece, la comunicazione della proroga e/o della risoluzione del contratto di locazione in cedolare secca avviene con un ritardo superiore a 30 giorni, la sanzione base è pari a 100 euro, ridotta in base alle percentuali previste dall'art. 13 del Dlgs 472/1997, a seconda di quando viene eseguito il ravvedimento della medesima. In merito alle modalità di rinuncia all'aumento del canone, quale condizione per l'esercizio dell'opzione per la cedolare secca, la stessa deve essere comunicata al conduttore, tramite raccomandata. Tale comunicazione è necessaria solo se la rinuncia all'aumento del canone non sia già stata prevista nel contratto stesso.

(Vedi risoluzione n. 115 del 2017)

Istituzione della causale contributo ELAV


L'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 116/E del 12 settembre 2017, ha istituito la causale contributo 'ELAV' per la riscossione, tramite modello F24, dei contributi da destinare al finanziamento dell'Ente Bilaterale dei Lavoratori 'E.LAV.'

(Vedi risoluzione n. 116 del 2017)

Istituzione della causale contributo EBCD


Con la risoluzione n. 117/E del 12 settembre 2017 l'Agenzia delle Entrate ha istituito la causale contributo 'EBCD' denominata 'Ente Bilaterale Nazionale Confederale E.BI.N.CONF.' per la riscossione, tramite modello F24, dei contributi da destinare al finanziamento dell'ente stesso.

(Vedi risoluzione n. 117 del 2017)

Agevolazioni 'prima casa' (eventi sismici inagibilità)


L'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 107/E del 1°agosto 2017, ha chiarito che l'acquisto di un immobile abitativo con l'agevolazione 'prima casa' è possibile anche se il soggetto interessato sia proprietario di un altro immobile, anche questo acquistato con le agevolazioni, ma dichiarato inagibile a causa dei gravi eventi sismici intervenuti nell'agosto e nell'ottobre del 2016. L'acquisto in parola è possibile - afferma l'Agenzia delle Entrate - in quanto per effetto dell'evento sismico si è verificato un impedimento oggettivo, non prevedibile e tale da non poter essere evitato, che ha comportato per il contribuente l'impossibilità di continuare ad utilizzare l'immobile acquistato per finalità abitative. L'evento sismico costituisce, pertanto, una ipotesi di inidoneità oggettiva all'utilizzo dell'immobile posseduto. Dunque, fintanto che permanga la dichiarazione di inagibilità dell'immobile preposseduto, il contribuente potrà beneficiare delle agevolazioni 'prima casa' per l'acquisto di un nuovo immobile.

(Vedi risoluzione n. 107 del 2017)

Istituzione dei codici tributo per il versamento delle somme dovute a seguito della definizione agevolata delle controversie tributarie


L'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 108/E del 1°agosto 2017, ha istituito i codici tributi per consentire il versamento, tramite modello F24, delle somme dovute a seguito della definizione agevolata delle controversie tributarie. Se il versamento viene eseguito da un soggetto diverso da quello che ha proposto l'atto introduttivo del giudizio, nel campo 'codice fiscale' della sezione 'contribuente' del modello F24 viene indicato il codice fiscale del soggetto che effettua il versamento. Nel campo 'codice fiscale del coobbligato, erede, genitore, tutore o curatore fallimentare' è indicato il codice fiscale del soggetto che ha proposto l'atto introduttivo del giudizio, unitamente all'indicazione, nel campo 'codice identificativo' del codice '71' (soggetto che ha proposto l'atto introduttivo del giudizio).

(Vedi risoluzione n. 108 del 2017)

Istituzione del codice tributo per l'utilizzo in compensazione del credito d'imposta relativo agli interventi di bonifica dell'amianto


L'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 109/E dell' 8 agosto 2017, ha istituito il codice tributo per l'utilizzo in compensazione, mediante il modello F24, del credito d'imposta relativo agli interventi di bonifica dell'amianto ai sensi dell'articolo 56, comma 1, della legge 28 dicembre 2015 n. 221. Tale credito d'imposta è utilizzato in compensazione presentando il modello F24 esclusivamente tramite i servizi telematici messi a disposizione dall'Agenzia delle Entrate. Il codice tributo '6877' denominato 'Credito d'imposta per interventi di bonifica dall'amianto' va esposto nella sezione 'Erario' in corrispondenza delle somme indicate nella colonna 'importi a credito compensati' ovvero, nei casi in cui il contribuente debba procedere al riversamento dell'agevolazione, nella colonna 'importi a debito versati'.

(Vedi risoluzione n. 109 del 2017)

Utilizzo in compensazione, ai fini del pagamento delle imposte sui redditi, dell'Irap e dell'Imu, delle agevolazioni spettanti alle microimprese localizzate nella zona franca dell'Emilia


L'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 110/E dell'11 agosto 2017, dispone che le imprese localizzate nella zona franca dell'Emilia possono utilizzare in compensazione, tramite modello F24, anche per gli anni 2017, 2018 e 2019 le agevolazioni previste ai fini del pagamento delle imposte sui redditi, dell'Irap e dell'Imu. Il modello F24 deve essere presentato esclusivamente tramite i servizi telematici delle Entrate. Le agevolazioni in argomento possono essere utilizzate nei limiti dell'importo complessivamente concesso dal Mise a ciascuna impresa, pena lo scarto del modello F24.

(Vedi risoluzione n. 110 del 2017)

Reverse charge inapplicabile nelle verifiche degli impianti elettrici


Non si applica il meccanismo del reverse charge all'attività di verifica degli impianti elettrici di messa a terra, svolta dagli organismi abilitati dal Ministero delle Attività produttive che ne certificano la conformità. Non si tratta di interventi di manutenzione ma di 'collaudi programmati' e, come tali, sottoposti a fatturazione ordinaria secondo le norme fiscali. Ad affermarlo l'Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 111/E dell'11 agosto 2017. L'Amministrazione finanziaria ha condiviso la soluzione proposta dalla società istante che considera gli interventi tecnici periodici, prestazioni soggette a Iva. Tali interventi, anche se di verifica, costituiscono, come anticipato, 'collaudo programmato' cioè una prestazione soggetta ad Iva.

(Vedi risoluzione n. 111 del 2017)

Credito per le imposte pagate da una CFC in un Paese diverso dallo Stato di residenza


Con la risoluzione n. 112/E dell'11 agosto 2017 l'Agenzia delle Entrate chiarisce che le imposte estere accreditabili in Italia, in caso di imputazione per trasparenza dei redditi conseguiti dalla società controllata non residente, consistono non solo nelle imposte pagate dalla medesima nel proprio Stato di residenza ma anche quelle assolte in altri Paesi esteri, nella misura in cui le stesse siano rimaste effettivamente a carico della CFC. Il documento di prassi amministrativa così risponde ad un'istanza di interpello formulata da una società italiana che aveva tassato per trasparenza, in applicazione della disciplina CFC, il reddito di una propria controllata residente ad Hong Kong. L'articolo 167, comma 6, del Tuir disciplina le imposte pagate da una Cfc in un paese diverso dallo Stato di residenza. Ratio della misura è quella di evitare fenomeni elusivi. La norma prevede che dall'imposta calcolata sul reddito della Cfc assoggettato a Ires sono ammesse in detrazione mediante il meccanismo del credito d'imposta, quelle pagate all'estero a titolo definitivo. Tale detrazione opera una volta determinato il reddito imponibile al lordo di eventuali stanziamenti presenti in bilancio a titolo di imposte sul reddito d'esercizio. Nel caso analizzato, una società residente in Italia è titolare di una partecipazione totalitaria in una società residente a Hong Kong. Sotto esame sono finite le ritenute alla fonte subite dalla società basata a Hong Kong per servizi di consulenza resi a due società residenti in Taiwan e Malesia e nei confronti di una società residente nelle Filippine.

(Vedi risoluzione n. 112 del 2017)

Applicabilità della regola del c.d. 'prezzo valore' anche ai 'contratti atipici di mantenimento'


Le regole di determinazione della base imponibile del c.d. 'prezzo valore' trovano applicazione anche con riferimento ai contratti atipici di mantenimento in cui si realizza il trasferimento di un immobile abitativo e le relative pertinenze. Ciò a condizione che ricorrano i requisiti soggettivi e oggettivi di cui all'articolo 1, comma 497, della legge 23 dicembre 2005 n. 266. I contratti atipici di mantenimento sono negozi con i quali, di solito, viene stabilito, quale corrispettivo per il trasferimento della proprietà di un immobile, l'obbligo di assistenza morale e materiale di una persona. Per i contratti di mantenimento trovano applicazione, ai fini della determinazione della base imponibile, i criteri dettati dalla lettera c) dell'articolo 43 Tur. Tale disposizione stabilisce che per i contratti che importano l'assunzione di una obbligazione di fare in corrispettivo della cessione del bene la base imponibile da assoggettare a tassazione deve essere determinata sulla base del valore del bene ceduto ovvero della prestazione che dà luogo all'applicazione della maggiore imposta. Le parti del contratto sono tenute a dichiarare in atto il valore della controprestazione assunta dal cessionario. Qualora dovesse emergere che il valore effettivo della controprestazione sia differente rispetto all'importo indicato nell'atto, e che tale modifica conduca ad una diversa applicazione dell'imposta, il contribuente è tenuto a denunciare il valore definitivo del corrispettivo. A chiarirlo l'Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 113/E del 25 agosto 2017.

(Vedi risoluzione n. 113 del 2017)

Compensazioni crediti infrannuali risultanti dalle istanze Iva TR – Soggetti abilitati all'apposizione del visto


Con la risoluzione n. 103/E del 28 luglio 2017 l'Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti in merito alle compensazioni dei crediti infrannuali risultanti dalle istanze Iva TR ed in merito ai soggetti abilitati ad apporre il visto di conformità per le compensazioni superiori al limite di 5mila euro annui. Il dl 50/2017 dispone che il visto di conformità deve essere apposto sulla dichiarazione al fine di utilizzare in compensazione il credito Iva annuale o infrannuale per importi superiori a 5mila euro. Dunque, per importi pari o inferiori a 5mila euro non occorre il visto di conformità. Il limite di 5mila euro annui per l'apposizione del visto di conformità va calcolato tenendo conto dei crediti trimestrali chiesti in compensazione nei trimestri precedenti. L'importo indicato sull'istanza relativa al 1°trimestre 2017 concorre al limite di 5mila euro annui, anche se non utilizzato in compensazione. Abilitati ad apporre il visto di conformità sulle dichiarazioni sono i dottori commercialisti, i ragionieri i periti commerciali ed i consulenti del lavoro. Il visto di conformità è apposto da chi tiene le scritture e predispone la dichiarazione che può essere, oltre al professionista, anche la società di servizi posseduta in maggioranza da professionisti. La trasmissione della dichiarazione può essere consentita anche alle società di servizi definite dal dm 18 febbraio 1999.

(Vedi risoluzione n. 103 del 2017)

Comunicazione dei dati delle fatture e delle liquidazioni periodiche IVA – Applicabilità del ravvedimento operoso alle sanzioni


Il dl 193/2016, convertito nella legge n. 225/2016, ha introdotto, a partire dal 1°gennaio 2017, nuove misure tese a contrastare l'evasione di Iva. Si tratta della comunicazione trimestrale obbligatoria dei dati delle fatture emesse, di quelle ricevute e registrate, e delle relative note di variazione, nonché della comunicazione dei dati di sintesi delle liquidazioni periodiche Iva. In caso di omissione o errata trasmissione dei dati delle fatture il legislatore ha previsto la sanzione amministrativa di 2 euro per ogni fattura, con un limite massimo di mille euro per ciascun trimestre. La sanzione viene ridotta alla metà se la trasmissione è effettuata entro 15 giorni dalla scadenza ordinaria o, se nel medesimo termine, viene effettuata la trasmissione corretta dei dati. L'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 104/E del 28 luglio 2017, fornisce chiarimenti in merito all'applicabilità dell'istituto del ravvedimento operoso utilizzabile per regolarizzare le violazioni commesse sulle comunicazioni trimestrali e liquidazioni Iva. Con una serie di tabelle, chiare e graduali, l'Amministrazione finanziaria ha fornito gli strumenti per una migliore comprensione del ravvedimento operoso. In caso di omessa comunicazione della liquidazione periodica, riferita al primo trimestre del 2017, se il contribuente si ravvede entro il 31 luglio 2017 sconta la sanzione ridotta pari a 55,56 euro (1/9 di 500 euro), mentre se si ravvede il 10 settembre 2018, con indicazione corretta dei dati nella dichiarazione Iva 2018, versa soltanto 71,43 euro (1/8 di 500 euro) e, se versa il 10 settembre 2018 ma non inserisce correttamente i dati in dichiarazione annuale, il contribuente deve presentare la dichiarazione integrativa, pagando la relativa sanzione cui aggiunge 71,43 euro (1/7 di 500 euro) per effetto delle riduzioni previste dal Dlgs 472/1997.

(Vedi risoluzione n. 104 del 2017)

Obbligo di trasmissione telematica alle Entrate dei dati delle fatture emesse, ricevute e registrate


L'Agenzia delle Entrate dedica la risoluzione n. 105/E del 28 luglio 2017 ai soggetti che sono esonerati dall'obbligo di trasmissione telematica dei dati delle fatture emesse, ricevute e registrate nonché i dati delle relative variazioni. Sono esonerati dal suddetto obbligo i soli produttori agricoli rientranti nel regime speciale Iva, che svolgono l'attività in terreni ubicati prevalentemente in zone montane. Lo svolgimento dell'attività in detti terreni non deve essere esclusiva, pertanto, rientrano nell'esonero anche i produttori agricoli che esercitano l'attività in terreni ubicati in misura maggiore al 50% in zone montane. Nel caso sottoposto all'Agenzia, la scrivente non è tenuta ad assolvere l'obbligo di comunicazione in quanto rientrante nel caso appena descritto. L'istante dovrà quindi inviare per l'ultima volta la comunicazione relativa alle operazioni rilevanti ai fini Iva effettuate nell'anno 2016.

(Vedi risoluzione n. 105 del 2017)

Definizione agevolata delle controversie tributarie - Dl 50/2017 convertito con modificazioni, nella legge 96/2017


Il dl 50/2017 convertito, con modificazioni, dalla legge 96/2017 ha introdotto la definizione agevolata delle controversie tributarie in cui è parte l'Agenzia delle Entrate nelle quali il ricorso sia stato notificato alla controparte entro il 24 aprile 2017. La stessa tipologia di definizione può essere adottata da Regioni, Province e Comuni che possono stabilire, entro il 31 agosto 2017, l'applicazione delle disposizioni in argomento alle controversie in cui sono parte. La definizione delle controversie pendenti richiede la presentazione di un'istanza da parte del contribuente e il pagamento integrale degli importi di cui all'atto impugnato che hanno formato oggetto di contestazione e degli interessi per ritardata iscrizione a ruolo. Non sono dovute, invece, le sanzioni collegate al tributo e gli interessi di mora. Il documento di prassi amministrativa precisa che vanno scomputati dall'importo lordo dovuto tutte le somme pagate dal contribuente a titolo di sanzioni nonché gli interessi per dilazione di pagamento. Naturalmente deve trattarsi di somme afferenti la controversia in essere non essendo possibile scomputare le somme versate per altri procedimenti di definizione. Rientrano nello scomputo anche le somme pagate per la rottamazione delle cartelle. Con la circolare n. 22/E del 28 luglio 2017 l'Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti sull'applicazione della descritta definizione agevolata. I contribuenti che hanno evidenziato la volontà di avvalersi della rottamazione ed ora intendono usufruire anche della definizione delle liti per il medesimo contesto, devono rispettare la condizione di non rinunciare alla rottamazione dei carichi. Il contribuente che non si avvale della definizione dei carichi affidati all'agente della riscossione è libero di accedere alla definizione delle liti pendenti. Chi, invece, ha chiesto di avvalersi della rottamazione può scegliere di non usufruire della definizione delle liti. Se, invece, è stata presentata l'istanza di definizione dei carichi, pur avendo la facoltà di avvalersi della definizione agevolata delle controversie tributarie, occorre in ogni caso rispettare la condizione tassativa di non rinunciare alla definizione dei carichi.

(Vedi circolare n. 22 del 2017)

Utilizzo in compensazione per il pagamento delle imposte sui redditi, dell'Irap e dell'Imu, delle agevolazioni spettanti alle microimprese localizzate nella zona franca dell'Emilia


Con la risoluzione n. 106/E del 1°agosto 2017 l'Agenzia delle Entrate ha istituito il codice tributo 'Z146', denominato 'ZFU EMILIA – Agevolazioni microimprese per riduzione versamenti – art. 12 – dl n. 78/2015' per consentire l'utilizzo in compensazione delle agevolazioni riservate alle microimprese localizzate nella zona franca dell'Emilia colpite dall'alluvione del 17 gennaio 2014 e dal sisma del 20 e 29 maggio 2012. Il Ministero dello Sviluppo Economico, con la circolare n. 74294 del 27 giugno 2017, ha fornito chiarimenti in merito alle modalità di fruizione delle predette agevolazioni, alla luce delle novità normative, indicando le quote che prudenzialmente le imprese devono considerare quale importo residuo effettivamente fruibile per i periodi d'imposta 2017, 2018 e 2019.

(Vedi risoluzione n. 106 del 2017)