Elezioni degli Ordini Locali per il quadriennio 2021-2024 / sospensione procedimento

Con riferimento alle elezioni del Consiglio dell’Ordine e del Revisore Unico, che – come da informativa del CN n. 127/2020 – avrebbero dovuto tenersi il 2 e 3 febbraio prossimi, informo che le stesse sono sospese a seguito di ordinanza cautelare del Consiglio di Stato n. 9208/2020, emanata nel giudizio amministrativo avviato con ricorso presentato da una Collega dell’ODCEC di Pescara, proposto avverso: a) il decreto del Ministro della Giustizia del 14 settembre 2020, di approvazione del regolamento elettorale per l’elezione dei Consiglio degli Ordini dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e dei collegi dei revisori in carica dal 1° gennaio 2021 al 31 dicembre 2024; b) il predetto regolamento elettorale; c) il provvedimento con cui il Consiglio Nazionale ha individuato nei giorni 5 e 6 novembre 2020 la data delle elezioni.
In estrema sintesi, la ricorrente ha censurato gli atti impugnati in quanto sprovvisti di disposizioni volte a contrastare le discriminazioni di genere ed a promuovere la pari opportunità, con il corollario della scarsa rappresentanza delle donne negli organi della categoria.
Il Consiglio di Stato ha rimesso ogni decisione di merito al TAR Lazio, il quale ha fissato l’udienza per il prossimo 14 aprile 2021.
Nell’attesa di comprendere quando ed in che modo il procedimento elettorale potrà riprendere il suo corso o essere riavviato ex novo, il Consiglio dell’Ordine ed il Revisore Unico in carica continueranno ad esercitare le proprie funzioni, se pur limitate, per quanto riguarda i poteri del Consiglio dell’Ordine, agli  atti  di  ordinaria   amministrazione, nonché agli atti urgenti e indifferibili, ai sensi dell’art. 3 del D.L. n. 293/94, convertito in L. n. 444/94.
Al riguardo, informo che lo scorso 25 gennaio il Consiglio Nazionale ha trasmesso agli Ordini locali copia di alcune proposte di emendamento al D.Lgs. n. 139/2005 (Ordinamento Professionale DCEC), già sottoposte al Ministero della Giustizia con il duplice intento “di giungere in tempi brevi ad una riforma dell’ordinamento professionale e di porre soluzione alla complessa situazione che si è determinata a seguito dell’ordinanza del Consiglio di Stato”, chiedendo agli Ordini di sottoscrivere gli emendamenti.
Il nostro Consiglio, ritenuta inopportuna, intempestiva e divisiva l’iniziativa del Consiglio Nazionale, con particolare riferimento alla proposta di modifica dell’ordinamento che esula quelle necessarie e sufficienti a risolvere l’impasse elettorale (i.e. quella relativa all’introduzione nell’ordinamento delle specializzazioni), ha ritenuto di non aderire alla richiesta di sottoscrizione.
Ciò senza considerare che le recenti modifiche apportate all’Ordinamento Professionale dall’art. 31-terdecies, comma 1, lett. c), D.L. 28.10.2020 n. 137, convertito, con modificazioni, dalla L. 18.12.2020 n. 176, potrebbero ritenersi di per sé conformi al fine del pieno rispetto del principio dell’equilibrio tra i generi nell’elezione sia degli organi territoriali che di quelli centrali della categoria, in presenza di un regolamento elettorale (la cui formulazione è di competenza del Consiglio Nazionale, ai sensi dell’art. 29, lettera l), D.Lgs. n. 139/2005) che ne assicuri la piena applicazione, in sede di presentazione delle candidature e di espressione delle preferenze da parte degli elettori.